PALESTRA GRASPO D’UVA, PUBBLICA? NE RIPARLIAMO NEL 2039

pal veronese

Seguendo da molti anni lo sport ed in particolare le problematiche delle associazioni sportive a livello strutturale, mi sono imbattuto nel bando pubblico per la concessione della palestra Veronese località Graspo D’uva, tale bando si è concluso con l’aggiundicazione definitiva al gruppo arrampicata sportiva GAM. Fin qui nulla di strano poichè è facoltà delle amministrazioni comunali per migliorare il mantenimento a costo zero dei propri immobili, individuare i soggetti aventi i requisiti e soprattutto in grado di investire del denaro nel tempo, per interventi di notevole entità (sembra che gli interventi siano di circa 300.000,00 eur). La stranezza avviene invece per la durata di questa concessione pari a anni 25 (15 minimi), cosa del tutto nuova nel nostro territorio che da sempre ha dovuto fare i conti con la carenza degli spazi sportivi indoor per le associazioni di vario genere. Mi sono chiesto come sia stato possibile che l’amministrazione appena confermata abbia predisposto un bando con questa caratteristica, pur sapendo la difficoltà delle associazioni e prendendosi la libertà di decidere per le prossime 5 giunte avvenire. E’ anche vero che l’aggiundicatario deve comunque garantire degli spazi verso terze società ma, sapendo che l’arrampicata ha delle particolari necessità strutturali, mi riesce difficile pensare che all’interno della struttura potranno esserci ancora tutte le precedenti attività . Sentendo il parere di qualche altro amministratore solitamente la formula più comunemente adottata è il 3+2, che comunque è un lasso di tempo interessante e che permette alle amministrazioni di poter fare delle valutazioni nel tempo, soprattutto cambiare direzione ove le necessità lo impongano. Sia chiaro che la società aggiudicataria non ha responsabilità di nessun genere, anzi sicuramente è risultata agli effetti di legge credibile a tal punto da garantirsi anche un percorso di programmazione temporale delle proprie attività fino al 2039. Francamente non credo però che siano state fatte tutte le considerazioni sulle ripercussioni verso le altre associazioni, mi risulta che molte attualmente non riescono a trovare collocazione e ritengo che la cosa pubblica non può diventare privata fino a questo punto. Dulcis in fundo, dal bando sembrava che tale concessione fosse a costo zero per l’amministrazione, si citava una contribuzione economica di avviamento per i primi 5 anni, forse però ho letto male perchè sul file legge 190 ho letto una cifra messa a bilancio pari a 147500,00, quindi non la chiamerei contribuzione ma un vero e proprio finaziamento! La cosa si fa interessante e merita di essere approfondita perchè parliamo di immobili pubblici.  

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