Sentinella, quanto resta della notte?

#Perché Sinistra

Nessuna immagine come questo passo di Isaia (40,9-10.28-31), ripreso poi da Don Dossetti, può descrivere descrivere l’angoscia che ci pervade in questo drammatico momento di crisi internazionali.

Due aspetti appaiono maggiormente gravidi di inquietanti elementi di riflessione.

Uno è prettamente culturale, quasi antropologico e risiede nell’assuefazione che ci pervade rispetto all’ineluttabilità degli eventi, dei conflitti, delle guerre. Quasi che – parallelamente all’ormai sostanziale rifiuto teorico ed etico del concetto di guerra come parte integrante della nostra vita (di europei occidentali), una conquista storica rispetto solo alla generazione dei nostri genitori che la guerra, sia pur da bambini, l’hanno vissuta – la nostra società non sia comunque in grado di generare anticorpi rispetto ad una deriva militarista, ad un “tintillar di sciabole” che sembra pervadere l’Europa, che, dopo il macello balcanico, pensavamo ormai immune, ripeto, finanche sul piano dell’elaborazione storico-sociale, di accettare il concetto di conflitto armato come risolutore di dispute…

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