Per un nuovo inizio

pontidivista

246a9ec336ec281691fe35f2d2739fb5In fin dei conti il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica non è altro che un rito, non immune a una certa stanchezza. Un anno fa lo commentavo così, in relazione al contraltare Beppe Grillo e alle parole dell’allora neo-sindaco di New York Bill de Blasio. Oggi non ha molto senso soffermarsi sul contenuto dell’ultimo messaggio della lunga presidenza Napolitano, proprio perché l’eccessiva ritualità ne ha annacquato il valore. Il richiamo a uno sforzo comune, un pizzico di retorica nazionalista, l’elenco degli italiani degni sono ingredienti piuttosto ricorrenti all’interno delle comunicazioni alla nazione. Nulla di troppo emozionante insomma, tanto che persino l’annuncio delle imminenti dimissioni è arrivato citofonato, per nulla sorprendente. Anticipato dai mille retroscenisti che campeggiano nei dintorni del Quirinale, è sembrato solo una conferma alle decine di pagine di giornale già scritte nei giorni precedenti.

Non è una perdita di tempo concentrarsi invece su altre parole pronunciate da Giorgio Napolitano…

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