UNIONE DEI COMUNI, LA “SCATOLA VUOTA” COMANDATA A DISTANZA

UNContinuo a seguire con interesse le vicende che riguardano l’unione dei comuni, la mia sensazione è che i riflettori si stiano via via spegnendo su talune questioni di cui si è fatto un gran dibattere, personalmente però ritengo che non si può abbassare la guardia ed è necessario tenere vivo questo argomento. Lo avevamo già intuito a suo tempo che la denominata “scatola vuota” era solo una strategia politica macchinata dal PD del Miranese per contare di più nel contesto della città metropolitana, aggiungo poi anche l’aspetto ideologico rivelatosi del tutto errato orientato soprattutto a millantare vantaggi operativi sulla questione polizia municipale, protezione civile ed altro. Se il tutto era spinto da un concetto politico, la politica stessa non è stata in grado di gestire gli effetti collaterali specifici delle diversità territoriali, la conferma infatti è stata la nomina di un comandante “terzo” proveniente dal comune di Venezia (forse un paio di volte la settimana) che francamente non avrà mai la capacità di coordinamento globale delle forze non conoscendo il territorio e le criticità dello stesso. Il progetto quindi ha assunto dei connotati a dir poco assurdi e i sindaci non hanno fatto altro che vivere alla giornata senza saper progettare nulla, i cittadini loro malgrado non hanno potuto intervenire in nessun modo e la tecnica “fumo negli occhi” già ampiamente utilizzata a Spinea anche in altre questioni, ha dato il suo risultato. Dopo qualche colloquio con altri amministratori e persone “coinvolte” direttamente nel “sistema”, ho capito palesemente che non c’è nulla di buono in vista, in primis sul fronte dei costi che graveranno ancora una volta sulle nostre spalle, successivamente sui servizi che rimarranno uguali se non di qualità inferiore rispetto agli attuali. Ho speso varie ore del mio tempo per leggere la documentazione, pagine e pagine di numeri e bilanci, non c’è proprio da stare allegri signori perchè siamo in mano a persone che hanno riempito moduli con l’improvvisazione gestionale che si confà ai dirigenti d’azienda alle prime armi. Per i nostri sindaci è stato semplice come bere un birra, spostare i centri di costo da una scatola all’altra, e poi……e poi si vedrà….ci si metterà d’accordo…..vedremo come funziona e al limite se non funziona ognuno ritorna come prima. Mi dispiace per i nostri comandanti e i nostri agenti perchè lavorare in queste condizioni, che sono già difficili di per sè, non deve essere molto appagante, penso che non sia accettabile mettere in discussione tali servizi necessari al cittadino solo per una ideologia partitica fondata sul nulla, è necessario quindi continuare a tenere vivo l’interesse su quello che sta accadendo e proseguire con l’informazione che non c’è!

3 pensieri su “UNIONE DEI COMUNI, LA “SCATOLA VUOTA” COMANDATA A DISTANZA

  1. Complimenti per il post ! L’analisi precisa, attenta. Una realtà che non conosco, ma che è ben descritta. Non posso che osservare comportamenti simili anche nelle nostre zone. Lo sappiamo tutti che stiamo assistendo al passaggio da una Italia gestita a “orticelli” (ove ognuno nel suo fa quello che più gli aggrada) fino ad arrivare a gestione simile a quella di una grande azienda (ogni paese però ha dovuto delegare certi servizi fuori dal suo terriorio) Si sa che chi delega…. non è più suo, come la casa in affitto. Detto questo scusa, ma non ho capito l’intento del post. Fai bene a criticare l’operato se non lo condividi. Mi sono permesso di commentarlo perchè non vedo la critica costruttiva che auspico da chi punta il dito. Quindi passo a chiderti : – Hai una soluzione ? Se ce l’hai non l’ho capita. –

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    • Non ci sono soluzioni, è solo una scelta sbagliata con dei costi supplementari che graveranno sulle nostre tasche, contrariamente a quanto millantato dai nostri amministratori locali.Grazie del tuo interessamento e curiosità per la questione.

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