La volta che non si scherza

Il Piccolo d'Italia

R600x__Renzi_Libia_onudi Giuliano Ferrara 


Non che il Renzi abbia bisogno di consigli, perché nella manovra l’è un fenomeno, però ci sono cose che reclamano un tratto meno da Leopolda, meno da Sindaco e più da uomo pubblico, se non proprio di stato (qui si detestano le retoriche inutili). Per lui è il momento della competenza, dell’ascolto, della raccolta delle idee e ideuzze anche di persone diverse e distanti dalla sua bella età, dalla sua cupidigia di cambiamento eccetera. Non che debba cambiare stile, e Dio ne guardi separarsi dall’istinto, anche quello del boy scout, ma una parentesi di gravitas, di attenzione alla storia e alla teoria, di consultazioni tra esperti e vecchi del mestiere, una chiacchierata con Sergio Romano, una con una spia decente delle nostre, due parole con i capi dell’Eni, una scorsa anche alle idee di Antonio Martino, ecco, poi si torna felicemente a Boeri e Baricco. Questo, con…

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I 12 MESI DEL GRANDUCATO TOSCANO (Salvatore Cannavò, Stefano Feltri e Marco Palombi).

Triskel182

Un anno di promesse

UN ANNO FA RENZI RICEVEVA L’INCARICO DI FORMARE IL GOVERNO: QUALCHE LUCE, MOLTE OMBRE, MOLTISSIME CHIACCHIERE.

Non mi interessa prendere il posto di nessuno, voglio fare le cose che interessano agli italiani. #enricostaisereno”. Era il 17 gennaio 2014 quando Matteo Renzi, ospite di Daria Bignardi, rassicurava l’allora premier Enrico Letta inventandosi un apposito hashtag. Neanche un mese dopo, il 13 febbraio, Renzi proponeva alla Direzione Pd – che approvava – di sfiduciare #enricostaisereno. Il giorno dopo Letta si dimetteva e il 17 febbraio il sindaco di Firenze e segretario democratico riceveva l’incarico di formare il nuovo governo: il 22 giurava al Quirinale e 24 ore dopo riceveva la fiducia delle due Camere.

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I ladri del tempo

Orazio Orizio: diario di una persona "normale"

ladritempoDopo “Renzi dittatore” penso di averle sentite tutte. Stiamo parlando di Renzi, vero? Quello di Firenze? Quello basso che si fa i selfie?

Ecco, “SelfieMan” avrebbe più senso, lo dico senza voler fare un affronto a qualche seguace del PD. Su Renzi si può dire tutto, ma non che egli sia un despota.

Andiamo avanti.

Altra affermazione: “politici ladri!”.

È vero (almeno per una buona parte di questi) ma quelli che siedono a Roma non sono altro che il prodotto finale di questa cultura.

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PER QUANTO TEMPO DOVREMO CONTINUARE A SOGNARE?

IMG-20150206-WA0000Era del 14 Febbraio 2014 un articolo similare che riportava a grandi linee gli stessi contenuti di quello pubblicato qualche giorno fa, il tema della famosa “piazza lunga un km” che oggi è stata denominata “lunga mille metri” continua a tenere banco, con l’aggiunta di nuove componenti per il suo ipotetico raggiungimento. Sto parlando della Town Center Management Italia che è approdato alla riunione con i commercianti lunedì scorso in municipio attraverso l’arch. Elena Franco. In rete infatti ho potuto approfondire l’argomento e risulta chiaro che tutto l’impianto che si intende “installare”, pur fondato su basi marketing, ha innumerevoli variabili al suo interno e non danno nessuna garanzia di riuscita. Tali variabili sono il luogo e la sua storia, le persone e le loro abitudini (cittadini), la volontà dei soggetti coinvolti (commercianti) a mettersi in prima persona per lavorare ed investire (partenariato), il tutto supportato da una figura manageriale che dovrebbe dopo un periodo di analisi, determinare le aree di intervento e le iniziative da far intraprendere allo staff costituito. Se la volontà è quella di applicare il “sistema” alla nostra città sulla traccia precedentemente descritta, sono presenti molte criticità difficilmente risolvibili, in primis la storia che purtroppo Spinea non ha, o meglio, non ha strutturalmente qualcosa che possa essere utilizzato come specchietto attrattivo che varrebbe la pena visitare (a parte qualche villa privata non aperta al pubblico), non ha nemmeno dei prodotti tipici che in qualche modo potrebbero sopperire alla precedente mancanza. Con tutte queste mancanze emerge palesemente la necessità di costruire una storia su un “qualcosa” che non c’è, francamente sono molti anni che vedo persone provarci in tutti i modi a Spinea, e in questo momento mi viene in mente la “festa del pescatore” al Villaggio dei Fiori che raggiunta una buona visibilità e ripetitività, è crollata sotto i colpi della non volontà di essere salvaguardata (commercianti e amministrazione). L’analisi che possiamo fare come altro esempio è anche sulle nostre frazioni, ed è doveroso per l’amministrazione farsi una domanda sul perchè certe iniziative sono arrivate alla 50^ edizione, mentre in “centro” non si riesca a dare continuità ad eventi di attrazione. La risposta è molto ovvia, perchè sono le persone che fanno la differenza, sono coloro che si cuciscono addosso un marchio e credono nella bontà delle loro azioni verso il prossimo, perchè sono state abituate a far rendere al massimo le poche risorse a disposizione. Detto questo, la cosa che mi ha lasciato più perplesso di questa amministrazione è stata la ricerca spasmodica di voler a tutti i costi far vedere la cittadinanza attiva con delle manifestazioni non proprie, o meglio, sfruttare le manifestazioni locali già presenti al fine di pubblicizzare la “piazza lunga un km”. La leva credo sia stata la partecipazione al progetto regionale con in ballo i famosi 200.000,00 eur a cui ho già dedicato altro approfondimento , ma di questi fondi penso che parecchi degli attori coinvolti vedranno ben poco se non cifre poco apprezzabili. Ovviamente spero di sbagliarmi perchè il tutto sarebbe eticamente poco sensato e controproducente, soprattutto pensando al fatto che l’utilizzo di scorciatoie per ottenere un risultato porta certamente a dei vantaggi immediati, ma alla lunga crea dei danni molto pesanti. Concludo il mio pensiero dicendo che abbiamo degli esempi dati dai nostri comuni limitrofi, forse da loro dobbiamo imparare qualcosa perchè hanno ottenuto dei risultati importanti, non è necessario farci dire da studiosi cosa bisogna fare poichè la realtà la conosciamo, solo che risulta più facile non prendersi delle responsabilità e delegare…..quindi siamo alle solite, se va bene ci si prende il merito, se va male è colpa di chi ci ha messo la faccia….a buon intenditor……..