La gestione del cambiamento – una questione di bilanciamento? e di coinvolgimento

Questo articolo fa parte di una serie di mie riflessioni sull’innovazione technology-driven, cominciata qui, articolo in cui anticipavo che l’innovazione va oltre la pura tecnologia, e qui, articolo in cui cominciavo a delineare gli aspetti che possono ostacolare l’innovazione.

Il change management deve quindi agire su entrambe le forze (di spinta e di resistenza), contrastando l’inerzia, la potenziale delusione come anche la potenziale eccessiva illusione, per favorire un ambiente progettuale in cui prevalga un lavoro di squadra di attori consapevoli di rischi e opportunità, aperti al confronto ed all’analisi critica.

Secondo Valpreda, Silenzi e Vaccarezza (Milano, 30 settembre – 2 ottobre 2004): a tutte le persone coinvolte nel cambiamento è richiesto di diventare migliori pensatori e migliori decisori.

Migliori pensatori, perché è necessario ricercare nuove possibilità, nuove concettualizzazioni, rendere compatibili e fertili le differenze, per portare il meglio del passato verso il futuro.

Migliori decisori, perché durante il…

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