Non passa giorno senza che il nuovo che avanza le spari grosse

VOCI DAL MONDO

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Ormai non passa giorno senza che il nuovo che avanza ne spari una delle sue. E più grosse sono più, almeno secondo lui, sono utili.

Nei giorni scorsi durante i lavori dell’XI Conferenza degli ambasciatori alla Farnesina, Renzi ha detto che loro devono rappresentare l’Italia come un Paese che “è per definizione un ponte tra l’Europa e l’Africa” e che “tra 20 anni sarà leader in Europa”. E ha aggiunto “non lo dico come training autogeno. Se facciamo quello che dobbiamo fare torneremo a essere un Paese guida”.
Sempre che l’Italia tra vent’anni ci sia ancora.
Sì perché in realtà gli economisti e gli esperti di tutto il pianeta, quelli che basano i propri discorsi sui fatti e sui numeri e non solo sulle parole, sembrano pensarla diversamente.

Pare che in un editoriale pubblicato sull’Independent, David McWilliams, abbia detto qualcosa di diverso: “Italia, Spagna e Portogallo rischiano di fare la…

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Fisco, dietro gli annunci non c’è ancora un piano (CARLO DI FOGGIA)

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Il pattoRenzi ha colto di sorpresa i suoi tecnici, che ora inseguono. Abolire la Tasi costa 6,5 miliardi. La spending review vale al massimo 7-8, già impegnati.

Le coperture si troveranno, dice Matteo Renzi: “Sono sei mesi che ci lavoriamo”. Non è vero.“Sarà un miracolo se arriviamo a 10 miliardi a gennaio”,ammette chi invece ha in mano i dossier. Plaudono l’Anci, Confindustria e i sindacati (non la Cgil).In Borsa le società del mattone volano.  L’abolizione della tassa sulla prima casa, parte prima del “patto con gli italiani (via la Tasi nel 2016, sforbiciata a Ires e Irap nel 2017, e taglio dell’Irpef nel 2018, ndr)” fa felici quasi tutti, e arriverà nella legge di stabilità. È la prima certezza. L’altra è che l’uscita milanese del premier ha colto di sorpresa perfino chi da mesi lavorava per consegnarli un ventaglio di possibilità, e ora è costretto a inseguire.

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