Asino chi legge elettorale — Il simplicissimus

Prima avevano promesso di fare una legge elettorale costituzionale e anzi il cerchio magico dell’asino d’oro Matteo Renzi si era riempito avidamente la bocca con il sistema tedesco per poi produrre un sistema che superficialmente gli rassomiglia, ma che nella sostanza ne è l’esatto opposto. In qualche modo avevano fatto intendere che il nuovo sistema […]

via Asino chi legge elettorale — Il simplicissimus

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PIU’ POTERE AI SINDACI CON IL DECRETO-LEGGE 20 febbraio 2017, n. 14

COLLABORAZIONE INTERISTITUZIONALE PER LA PROMOZIONE DELLA SICUREZZA INTEGRATA E DELLA SICUREZZA URBANA

Facciamo particolare attenzione a questi articoli e alle parti salienti

Art. 5 
 
 
            Patti per l'attuazione della sicurezza urbana 
 
  1. In coerenza con le linee generali di  cui  all'articolo  2,  con
appositi patti sottoscritti  tra  il  prefetto  ed  il  sindaco,  nel
rispetto  di  linee  guida  adottate,  su   proposta   del   Ministro
dell'interno, con accordo sancito in sede di Conferenza  Stato-citta'
e autonomie locali, possono essere  individuati,  in  relazione  alla
specificita' dei contesti, interventi per la sicurezza urbana, tenuto
conto anche delle  esigenze  delle  aree  rurali  confinanti  con  il
territorio urbano. 
  2. I patti per la sicurezza urbana di cui al  comma  1  perseguono,
prioritariamente, i seguenti obiettivi: 
    a) prevenzione dei fenomeni di criminalita' diffusa e predatoria,
attraverso servizi e interventi  di  prossimita',  in  particolare  a
vantaggio delle zone maggiormente interessate da fenomeni di degrado; 
    b) promozione del rispetto della legalita', anche mediante mirate
iniziative di dissuasione di ogni forma  di  condotta  illecita, 
comprese l'occupazione arbitraria di immobili e lo  smercio  di  beni
contraffatti o falsificati, nonche' la prevenzione di altri  fenomeni
che comunque comportino turbativa del  libero  utilizzo  degli  spazi
pubblici; 
    c) promozione del rispetto del decoro urbano, anche  valorizzando
forme di collaborazione  interistituzionale  tra  le  amministrazioni
competenti,    finalizzate     a     coadiuvare     l'ente     locale
nell'individuazione di aree urbane su cui  insistono  musei,  aree  e
parchi archeologici, complessi monumentali o altri istituti e  luoghi
della cultura interessati da  consistenti  flussi  turistici,  ovvero
adibite a verde pubblico, da sottoporre a particolare tutela ai sensi
dell'articolo 9, comma 3. 

Art. 7 
 
 
Ulteriori  strumenti  e  obiettivi  per  l'attuazione  di  iniziative
                              congiunte 
 
  1. Nell'ambito degli accordi di cui all' articolo 3 e dei patti  di
cui all'articolo 5, possono essere  individuati  specifici  obiettivi
per l'incremento dei servizi di controllo del territorio e per la sua
valorizzazione. Alla realizzazione degli obiettivi di  cui  al  primo
periodo  possono  concorrere,   sotto   il   profilo   del   sostegno
strumentale, finanziario e logistico, ai  sensi  dell'articolo  6-bis
del  decreto-legge  14  agosto   2013,   n.   93,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n.  119,  enti  pubblici,
anche non economici, e soggetti privati. 
  2. Nei casi di cui al comma 1, si applicano le disposizioni di  cui
all'articolo 1, comma 439, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

 

Non passa giorno senza che il nuovo che avanza le spari grosse

VOCI DAL MONDO

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Ormai non passa giorno senza che il nuovo che avanza ne spari una delle sue. E più grosse sono più, almeno secondo lui, sono utili.

Nei giorni scorsi durante i lavori dell’XI Conferenza degli ambasciatori alla Farnesina, Renzi ha detto che loro devono rappresentare l’Italia come un Paese che “è per definizione un ponte tra l’Europa e l’Africa” e che “tra 20 anni sarà leader in Europa”. E ha aggiunto “non lo dico come training autogeno. Se facciamo quello che dobbiamo fare torneremo a essere un Paese guida”.
Sempre che l’Italia tra vent’anni ci sia ancora.
Sì perché in realtà gli economisti e gli esperti di tutto il pianeta, quelli che basano i propri discorsi sui fatti e sui numeri e non solo sulle parole, sembrano pensarla diversamente.

Pare che in un editoriale pubblicato sull’Independent, David McWilliams, abbia detto qualcosa di diverso: “Italia, Spagna e Portogallo rischiano di fare la…

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Fisco, dietro gli annunci non c’è ancora un piano (CARLO DI FOGGIA)

Triskel182

Il pattoRenzi ha colto di sorpresa i suoi tecnici, che ora inseguono. Abolire la Tasi costa 6,5 miliardi. La spending review vale al massimo 7-8, già impegnati.

Le coperture si troveranno, dice Matteo Renzi: “Sono sei mesi che ci lavoriamo”. Non è vero.“Sarà un miracolo se arriviamo a 10 miliardi a gennaio”,ammette chi invece ha in mano i dossier. Plaudono l’Anci, Confindustria e i sindacati (non la Cgil).In Borsa le società del mattone volano.  L’abolizione della tassa sulla prima casa, parte prima del “patto con gli italiani (via la Tasi nel 2016, sforbiciata a Ires e Irap nel 2017, e taglio dell’Irpef nel 2018, ndr)” fa felici quasi tutti, e arriverà nella legge di stabilità. È la prima certezza. L’altra è che l’uscita milanese del premier ha colto di sorpresa perfino chi da mesi lavorava per consegnarli un ventaglio di possibilità, e ora è costretto a inseguire.

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Fantapolitica: Il compromesso storico e gli “inciuci”.

INPUT > di Paolo Giardina

Immergiamoci, tra il serio ed il faceto, in un gioco e poniamoci questa domanda:

Della lezione politica del compromesso storico cosa ci rimane?

Luigi Berlinguer e Aldo Moro

Un uomo politico, che “desiderava” un “inciucio” con la più marcata espressione della “mala politica”: la Democrazia Cristiana.

Ma Enrico Berlinguer mica era un pazzo.

Si trattò di una grande intuizione strategica, lungimirante, nell’interesse dell’Italia, quella di “creare” un Italia capace di condividere il passato, operare insieme nel presente, per costruire il futuro.

Un tentativo sempre fallito, per colpa dei soliti detrattori.

E’ chiaro che MatteoRenzi non è Enrico Berlinguer 0d1fcaac7ca0e54578d999b7c777142053df405fbafa6e neppure Silvio Berlusconi è Aldo Moro, ma neppure lontanamente.

Ma questi siamo. Infatti, neanche il “popolo sovrano”, la “gente” di oggi è quella di allora. Siamo, forse, peggiori tutti, politici e cittadini.

La politica di oggi è figlia di quella e i cittadini di…

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